BENVENUTA TERZA REPUBBLICA

Il PdL non è un cartello elettorale, ma un’operazione politica nuova. L’accelerazione più significativa in vista di quel partito unitario capace di rappresentare nel suo complesso l’elettorato del centrodestra. Il predellino non c’entra. La svolta sanbabilina di Berlusconi è già passato. Questa è una cosa nuova, anche se il nome, il Popolo delle Libertà, è lo stesso. Un’operazione che apre una nuova fase. «Storica». Che nasce, per di più, sotto il prestigioso sigillo del Partito popolare europeo.
A chi avesse dei dubbi diciamo che quello che si sta, anzi quello che stiamo, costruendo è, di fatto, ciò su cui dibattiamo da anni. Una lista unica del centrodestra in prossimità delle elezioni politiche e successivamente un nuovo soggetto politico. In questa grande casa comune c’è un convergenza di fondo sui temi della sicurezza, della famiglia, del fisco, della politica internazionale. Anzi, in questa nuova aggregazione si potrà chiarire qualche residuo dubbio su questioni importanti. Il confronto e il dibattito saranno più che leciti in una nuova forza di aggregazione, che punta a rappresentare la maggioranza degli italiani.
A sinistra ci criticavano quando pensavano che ci saremmo presentati con 14 liste, simbolini e simboletti. Oggi criticano questa nuova intesa. Il partito democratico di Prodi e Veltroni è in realtà un bluff. Sono costretti a correre da soli perché hanno dimostrato di non saper governare insieme alle altre forze che componevano l’Unione, perché hanno vergogna dell’estrema sinistra.
Noi ci mettiamo insieme perché omogenei sui temi e le scelte di fondo, sui valori e i principi sviluppati in anni di alleanze e di governo.
Non valgono esitazioni sull’identità, perché un’identità è forte se sa mettersi in gioco continuamente e non se rimane chiusa, protetta nella sua nicchia, al comodo dei suoi simboli. Nessuna nostalgia del passato e della storia. Ma  solo ansia del futuro. Con la speranza che gli elettori premino questo sforzo di semplificazione del quadro politico.
Ci sarà molto da lavorare e lo dovremmo fare mentre dovremmo presentare un programma di governo capace di rimettere in piedi il paese. È per questo che al PdL serve l’energia di gente coraggiosa, non il timore di chi ha paura di rimettere in gioco se stesso ed i propri destini personali.

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Antonio Mola