Licenziamoli tutti
La campagna è intitolata “Basta prof incompetenti, più potere agli studenti” e prevede una raccolta di firme “per licenziare tutti i prof”.
Prevengo le vostre perplessità: la campagna è volutamente provocatoria e goliardica, ma intende esprimere una posizione politica ragionata e concreta, che ci ponga all’avanguardia della protesta studentesca. Chiedere il licenziamento di tutti i professori ci serve a estremizzare un concetto fondamentale: siamo stanchi della difesa dei privilegi della classe docenti a scapito dell’educazione degli studenti.
Mi spiego meglio: la scuola è il luogo dove lo stato adempie ad un suo compito fondamentale: applicare il diritto all’istruzione previsto dalla Costituzione. In quest’ottica i professori – dipendenti statali pagati per insegnare – sono coloro ai quali è affidato questo compito dal quale dipende il futuro dei ragazzi; allo stesso modo lo studente – che paga le tasse per andare a scuola – è il fruitore del servizio, oltre che essere una categoria “da proteggere” in quanto rappresenta il futuro della nazione.
Malgrado ciò, ad oggi l’educazione degli studenti è tenuta in minimo conto rispetto alle esigenze sindacali della categoria dei docenti, impegnata a tutelare posizioni guadagnate negli anni e non invece a produrre il miglior risultato.
Le parole del Ministro Gelmini vanno spesso in questa direzione: tornare a premiare il merito e quindi favorire i docenti che ottengono i migliori risultati nell’educazione dei ragazzi con aumenti di stipendio e colpire invece i (purtroppo tanti) professori che sfogano la propria insoddisfazione sulla pelle dei ragazzi: incompetenti, faziosi, ingiusti… sono tanti i professori che ogni giorno dimostrano di non saper adempiere al proprio ruolo di educatori, difesi nei loro interessi dai sindacati, per i quali premiare il merito significa scardinare un sistema di privilegio guadagnato negli anni.
La CGIL Scuola, in particolare, è capofila di questa “casta” intoccabile essendo il maggior sindacato. E quel che è peggio è che i professori manifestano per il mantenimento dei propri privilegi aiutati dall’Unione degli Studenti e dalla Rete degli Studenti, movimenti studenteschi completamente asserviti agli interessi del sindacato da cui prendono i soldi e al quale obbediscono ciecamente fingendo di tutelare invece gli studenti.